13/06/13

La crepa - Claudia Pineiro

Recensione La crepa.

Che vita sarebbe senza sogni e aspirazioni? Lo sa bene Pablo Simò, un architetto dello studio Borla e Associati che da anni ritrae la sua utopia. Seduto sulla sua scrivania Pablo disegna la bozza del palazzo di undici piani rivolto a nord che vorrebbe costruire.
Un sogno grande (almeno quanto l’edificio) e pieno di crepe concettuali  che ne fanno un progetto realisticamente irrealizzabile.
Pablo Simò conosce i limiti del suo sogno che mal si addice alla società moderna e all’azienda per cui lavora. Il sistema infatti è più cinico e pratico e si basa su elementi che premiano convenienza e risparmio.
A Pablo dunque non resta che continuare a sognare su fogli di carta “straccia” e guardare la realtà da una prospettiva limitante e restrittiva.

Comincia con un sogno ad occhi aperti il nuovo romanzo di Claudia Pineiro: La crepa. Ma nel giro di un battito di ciglia gli occhi del protagonista dovranno abituarsi a guardare la realtà della sua Buenos Aires. In realtà la prima visione reale ha le sembianze della sexy collega Marta Horvat, un altro dei sogni irrealizzati da Pablo.
Ancora una volta questi sogni cominceranno a essere scalfiti da crepe che come voragini oscureranno la vita di Pablo Simò.
L’architetto infatti si dimostrerà un tipo abbastanza frustato e con ali bloccate nel settore lavorativo; incompreso, asettico e freddo nella sua vita familiare, condivisa con la moglie Laura e la figlia Francisca.
Ma la crepa più grossa nella vita di Pablo Simò risale ad un episodio vecchio di qualche anno. Una vicenda che nasce da una crepa reale, uno spacco nell’appartamento di Nelson Jara.
Crepa causata, a detta di Jara, dai lavori di costruzione dello studio Borla e Associati, impegnato a costruire palazzine situate nei pressi della sua abitazione.
Nelson Jara richiede una ricompensa per questo guasto, ma lo studio di Borla non vuole cedere a ricatti.
Da questa piccola crepa si apre una “voragine” in senso lato, in sintesi Nelson Jara crepa, nel senso che muore. 
Incidente? Omicidio? 

Naturalmente la causa della morte dovrà essere scoperta dal lettore impegnato anche a scoprire la vera identità di Leonor.
Quest’ultima è infatti è una giovane ragazza che improvvisamente si presenta nello studio di Pablo Simò, con lo scopo di ricevere notizie su Nelson Jara.
Chi è Leonor? Che rapporti ha con Jara? Cosa si nasconde dietro questa visita casuale?
Se tutte queste domande donano a La crepa sfumature noir, l’anima più intima di questo romanzo è drammatica/esistenziale.

La crepa oltre che un aspetto funzionale alla storia in senso stretto, si rivela un’astuta metafora sulla vita del protagonista Pablo Simò. Quest’ultimo infatti è in attesa di uno scossone che smuova la sua vita, una crepa che gli faccia prendere coscienza delle occasioni perse, dei desideri repressi, degli amori passati, degli affetti negati e soprattutto dei sogni irrealizzati…

TRAMA ORIGINALE: Nella vita da uomo qualunque dell'architetto Pablo Simó c'è una fessura inconfessabile, una crepa che gli tormenta la coscienza: Nelson Jara. Forse era solo un piccolo truffatore, una "canaglia", ma anche Pablo Simó sa di essere una canaglia, nonostante l'apparenza di irreprensibile professionista e buon padre di famiglia. Come una crepa che si allunga e si allarga, tutte le piccole certezze quotidiane di Pablo si sgretolano: una giovane donna che sembra sapere chissà cosa su Jara scatena in lui un'attrazione dirompente, la famiglia va in frantumi, il lavoro diventa insopportabile, e passo dopo passo la tentazione di essere canaglia fino in fondo lo travolge. Ancora una volta Claudia Piñeiro ci narra i piccoli inferni di una variegata umanità, nella monumentale Buenos Aires invasa dal cemento delle speculazioni edilizie dove l'apparenza, più che mai, inganna.

AUTORE: Claudia Pineiro
EDITORE: Feltrinelli (collana I narratori)
NAZIONE: Argentina
ANNO: 2013
PAGINE: 205





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