21 maggio 2013

Inferno - Dan Brown

Nel mezzo del cammin della sua vita Robert Langdon si ritrova in una Firenze oscura, ché la diritta via (a causa di un’amnesia) ha smarrito. A riportarlo sulla retta via c’è la guida Sienna Brooks, un’infermiera con un alto QI, abile a muoversi nel capoluogo toscano così come Virgilio nei gironi infernali.

Voto 5,5. Questa brevissima introduzione che sintetizza la trama iniziale di Inferno di Dan Brown farebbe ben sperare i fan e i lettori di tutto il mondo, ma purtroppo a mio avviso, resta l’unico elemento simile tra questo romanzo e la Divina Commedia di Dante Alighieri.
Nonostante la copertina di Inferno riporti il faccione del sommo poeta Dante, il contenuto si discosta notevolmente dall’opera citata.
Se aveste acquistato il romanzo di Dan Brown con l’intento di rivivere atmosfere infernali, gironi dannatamente spettacolari, bolge piene di personaggi storici, le vostre aspettative saranno ampiamente deluse, secondo il mio personale parere.
Da questo punto di vista si potrebbe spedire (ironicamente) Dan Brown nel IX cerchio, ovvero quello dei fraudolenti, specificatamente nella zona Tolomea dove risiedono i traditori degli ospiti.

Maschera della peste.
Si perché chiamare questo romanzo Inferno secondo me è una piccola presa in giro nei confronti dei lettori. Una sorta di marchio pubblicitario che non ha potuto che avvicinare tutti i fan di Dante Alighieri, autore che si studia ancor oggi nelle scuole superiori italiane. Questo il risvolto positivo della "medaglia pubblicitaria", quello negativo è dovuto all’aumento esponenziale delle aspettative per via dell’accostamento ad un mostro sacro della letteratura.
Nel mio caso ha luccicato maggiormente la medaglia negativa. Provocatoriamente direi che Inferno si sarebbe potuto chiamare Peste nera o tour internazionale nei migliori luoghi culturali di Firenze.
Più che raccontarci in chiave nuova e con una trama interessante l’opera d’arte di Dante Alighieri, Dan Brown realizza un nuovo Codice Da Vinci ambientato a Firenze.
Numerose sono le sculture utilizzate per nascondere enigmi che una volta scoperti dal sapientone Langdon porteranno a nuovi enigmi. Brown si sofferma su ogni museo/chiesa/cupola descrivendocela abilmente, ma annoiando gli amanti dell’action e del thriller. In parole povere il lettore nonostante ami la cultura, non vuole una guida dettagliata di un luogo sebbene interessante.

Rappresentazione Malebolge.
Se luoghi e opere d’arte sono funzionali al gioco delle scatole cinesi, la Divina Commedia come detto riveste un ruolo abbastanza marginale.
Lo scrittore Dan Brown spruzza ogni tanto nozioni  scolastiche sul romanzo di Dante, le quali appaiono abbastanza scollate e indispensabili per giustificare titolo e copertina.
L’intento dell’autore è quello di raccontarci un inferno terreno molto più pericoloso di quello dantesco, che spinge superbi peccatori ad agire a proprio piacimento sul mondo.
A dover agire per il bene della comunità abbiamo l’esperto Robert Langdon, uomo intuitivo capace di risolvere il più angusto dei rebus.
Le sue azioni paiono tuttavia abbastanza prevedibili e il colpo di scena abbastanza scontato. Dan Brown per ravvivare il suo romanzo cambia più volte la rotta, tenendo alta la tensione nei protagonisti.
L’ambientazione sicuramente più adatta è quella delle Malebolge, girone dei fraudolenti in cui non ci si può fidare davvero di nessuno.
Chiuderei questo post restando in questo girone infernale e specificatamente nella IV bolgia, quella in cui risiedono gli indovini. In questo cerchio forse Dante oggi rinchiuderebbe Emma Marrone che qualche anno fa trionfava Sanremo cantando: “Ma questo no, non è l’Inferno….”
Aveva predetto il contenuto del romanzo di Dan Brown per caso??

TRAMA ORIGINALE: Il profilo di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di "infernale" ha molto. Il ritmo e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi. Non è sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante. È naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui tradusse la temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard. È normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare. Ma ora è tutto diverso, non c'è niente di normale. È un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita. Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose, il professore deve scappare. Aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole, ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti. Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra.

AUTORE: Dan Brown
EDITORE: Mondadori 
NAZIONE: Usa
ANNO: 2013
PAGINE: 528

16 commenti:

  1. ma va all'inferno, dan brown! :)

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  2. Gli enigmi di Dan Brown sono al livello di quelli di Batman e Robin serie TV anni 60. Con i protagonisti che si fanno i complimenti a vicenda per la loro presunta genialità.

    Poi son libri scritti coi piedi.

    Detto questo il vecchio Dan ha il patrimonio di uno stato africano di quelli non messi neanche tanto male. Quindi ha ragione lui.

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    1. Io ho letto questo romanzo senza alcun preconcetto, finora infatti non ho acquistato nessun romanzo di Dan Brown, avendo visto prima i film. La scrittura è scorrevole ma gli enigmi, come sottolinei tu, sono alquanto banali e si sa già che Langdon li risolverà....

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  3. Io ho sempre detto che Dan Brown è un autore furbo, perchè riesce a vendere scrivendo libro così così. Sinceramente dopo Angeli e Demoni e Il Codice da Vinci non sono riuscita a leggere altro. Sono due romanzi che si finiscono anche in fretta, sanno anche intrattenere, ma non sono i thriller che mi diverto a divorare e che riescono a lasciarmi a bocca aperta.
    Quindi Inferno aspetterà...

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    1. D'accordo con te, un thriller senza nessun colpo di scena, che thriller è?
      Langdon è troppo forte e riesce ad arrivare a soluzioni complesse in poco tempo...detto questo la maggior delusione deriva dalle aspettative che mi ero fatto. Chiamare Inferno questo libro, aggiungendo l'immagine di Dante, è una vera furbata. Dell'immensa opera di Dante si parla pochissimo e in maniera davvero scolastica, essendo quasi irrilevante per la trama...

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  4. Mah, io devo spezzare una lancia in favore di Brown che per me non scrive così male come lo si dipinge. E' furbo, certo. Gioca su luoghi comuni, certo. Rende tutto americamente accettabile, cerrrto! Ma chi ha saputo fare meglio? Angeli e demoni non è malvagio, Il codice lo lessi giusto per vedere come facevano il film e mi fece ridere. Mi manca il simbolo e inferno, ma credo che li leggerò.

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    1. Io non avevo letto nulla di Brown e devo dire che mi aspettavo molto di più, data la sua fama internazionale. La lettura è fluida scorrevole ma la suspense è abbastanza limitata. Poi come detto avevo delle aspettative alte e immaginavo un approfondimento maggiore dell'opera di Dante...

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  5. In effetti dopo Il codice Da Vinci, che in Italia si è fatto conoscere prima degli altri suoi romanzi, gli altri sono stati tutti al di sotto delle aspettative.

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  6. aòòòòòòòòòòòòòò
    BENVENUTI AL RADUNO DEI MIGLIORI CRITICI DEL MONDO....
    OGGI MI SN DIVERTITO A LEGGERE UN PO' DI FREGNACCE....

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  7. A NICO DONVITO..SCRIVILO TE UN LIBRO COSI LO COMMENTIAMO..CHE NE PENSI???

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    1. Mai letto un commento più stupido!!!
      a) Io almeno ci metto nome e faccia, tu solo il tuo anonimato, non ti cancello il commento proprio perchè la libertà di espressione è un diritto di tutti;
      b) Stando alla tua intelligenza non si dovrebbe più criticare, commentare alcun libro in quanto tutti belli e degni di nota, annullando definitivamente il criterio della soggettività;
      C) C'è qualche canzone, film, libro che ti ha deluso, Che non ti è piaciuto? Oppure apprezzi tutto?............................................................................................

      Se scrivessi un libro ci metterei la faccia e sicuramente leggerei le eventuali critiche, tu continua a sognare che tutto il mondo sia bello e nella letteratura esista solo Dan Brown..

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  8. Bella recensione!!!!!!
    Lessi Il Codice da Vinci tanti anni fa, incuriosita perché tutti ne parlavamo, e la sensazione non fu molto diversa da quella che ho provato leggendo Inferno: viene messa tanta carne sul fuoco per poi arrivare a un finale deludentissimo.
    Se però ne Il Codice da Vinci i riferimenti alle opere di Leonardo non sono troppo forzati nello schema del thriller, nell'ultimo libro l'Inferno di Dante è davvero, come dici tu, una pura operazione commerciale. Perciò concordo con te sul girone che hai scelto per Brown :)

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    1. Grazie, dopo il commento sopra c'era bisogno di un elogio :D
      Come dici tu nella tua recensione, prezzo alto per un prodotto medio, anzi mediocre...scomodare Dante per così poco è davvero di cattivo gusto e solamente operazione commerciale:)

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  9. è il primo libro di Brown che leggo, per me è discreto, certo non è King, ma nel complesso l'ho letto bene e mi ci son diveritito.
    Per quanto riguarda i films Il codice da vinci è passabile, ma sopravvalutato, Angeli e demoni invece l'ho trovato molto bellino

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    1. Passabile certamente, ma i thriller belli son altri :P a me ha dato fastidio il suo accostamento, secondo me solo pubblicitario, a Dante...di Divina Commedia c'è davvero poco
      I film li ho trovati sufficienti, ma non mi sono rimasti impressi più di tanto...

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